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Union Gas e Luce conferma il suo impegno al fianco della Fondazione Telethon. Ieri sera a Napoli, nel “Salone delle Colonne della Real Casa Santa dell’Annunziata”, il nostro Direttore Commerciale Gaetano Accurso ha premiato, nell’ambito della quarta edizione di “Napoli per Telethon”, l’azienda Eudorex di Napoli per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nelle attività di ricerca per la cura della malattie genetiche.

E’ la seconda volta che Union partecipa come protagonista all’iniziativa di Telethon per Napoli, organizzata dall’Associazione “La voce degli ultimi”, in collaborazione con la Fondazione e il Tigem di Napoli e finalizzata alla raccolta di fondi per la ricerca in favore di Telethon che studia e lotta le malattie genetiche rare. L’anno scorso al nostro Direttore Commerciale Giuseppe Esposito venne conferito il premio per la categoria “Imprenditoria e sociale” per le numerose iniziative organizzate da Union in favore della raccolta fondi. “L’attenzione che Telethon rivolge alla nostra azienda ci riempie di orgoglio”, precisa Accurso. “La mia presenza alla quarta edizione di “Telethon per Napoli” testimonia la volontà di Union di andare avanti lungo la strada della collaborazione su un tema dallo straordinario valore etico e sociale. L’azione di Union è da sempre guidata da valori etici e sociali importanti. E’ una mission – conclude il Direttore Commerciale – che portiamo avanti ogni giorno, nel nostro quotidiano impegno per la crescita dell’azienda”. L’asse Telethon-Union nasce tre anni fa con la “Walk for life”, la marcia della solidarietà di Napoli che coinvolge ogni anno migliaia di persone. Una sinergia che, nel corso degli anni, ha dato vita a diverse iniziative, come il progetto di ricerca dedicato alle malattie senza diagnosi che ha come capofila il Tigem, l’Istituto di Ricerca della Fondazione Telethon a Pozzuoli, diretto dal professore Andrea Ballabio.

Union Gas e Luce sarà tra i protagonisti della quarta edizione di “Napoli per Telethon”.

Mercoledì 20 novembre alle 19, presso il “Salone delle Colonne della Real Casa Santa dell’Annunziata” in via Annunziata, il direttore commerciale della società di Aversa Gaetano Accurso premierà l’azienda Eudorex di Napoli per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nelle attività di ricerca per la cura della malattie genetiche.

E’ la seconda volta che Union partecipa come protagonista all’iniziativa di Telethon per Napoli, organizzata dall’Associazione “La voce degli ultimi”, in collaborazione con la Fondazione e il Tigem di Napoli e finalizzata alla raccolta di fondi per la ricerca in favore di Telethon che studia e lotta le malattie genetiche rare.

L’anno scorso al Direttore Commerciale Giuseppe Esposito venne conferito il premio per la categoria “Imprenditoria e sociale” per le numerose iniziative organizzate in favore della raccolta fondi.

L’asse Telethon-Union nasce tre anni fa con la “Walk for life”, la marcia della solidarietà di Napoli che coinvolge ogni anno migliaia di persone. Una sinergia che, nel corso degli anni, ha dato vita a diverse iniziative, come il progetto di ricerca dedicato alle malattie senza diagnosi che ha come capofila il Tigem, l’Istituto di Ricerca della Fondazione Telethon a Pozzuoli, diretto dal professore Andrea Ballabio.

Presso il centro di eccellenza Union ha presentato il progetto “Energia alla ricerca” dando così il via alla partnership che ha visto la società campana protagonista di altre iniziative per raccogliere fondi, come spettacoli a teatro, una serata di Gala a Villa Miani a Roma in occasione del Festival del Cinema di Roma e le shopping bag solidali natalizie.

Union Gas e Luce ha detto da tempo no alla plastica. Un impegno per l’ambiente che fa da sempre parte della mission dell’azienda di Aversa che ha infatti aderito alla campagna “#Io sono ambiente”, iniziativa lanciata dal Ministero dell’Ambiente per la riduzione dell’utilizzo delle plastiche monouso e degli imballaggi non riciclabili.

L’azienda campana, specializzata nella vendita di gas metano ed energia elettrica, ha progressivamente ridotto l’utilizzo della plastica, sostituendo bicchieri e altro materiale con prodotti biodegradabili. Un impegno necessario per contribuire ad arginare una delle principali fonti di inquinamento del nostro pianeta.

I numeri sono inquietanti: le materie plastiche sono le componenti principali (fino all’85%) dei rifiuti marini trovati lungo le coste, sulla superficie del mare e sul fondo dell’oceano. Annualmente vengono prodotti a livello mondiale 300 milioni di tonnellate di materie plastiche, di cui almeno 8 milioni finiscono nell’oceano.

Si tratta di una minaccia per le specie marine e gli ecosistemi, ma anche un rischio per la salute umana, con implicazioni significative su importanti settori economici come il turismo, la pesca, l’acquacoltura.

“La nostra azienda – precisano i direttori Carlo Volpe, Giuseppe Esposito e Gaetano Accurso – è da sempre attenta alle tematiche ambientali. Credo che, soprattutto in un’area geografica a rischio come quella campana, sia fondamentale operare con la massima attenzione, rispettando il territorio. La necessità di ridurre l’uso della plastica è solo una delle priorità della nostra azione. Il nostro impegno è a 360 gradi, lavoriamo tutti i giorni per uno sviluppo sostenibile, assolutamente rispettoso dell’ambiente nel quale operiamo”.

Anche per questo Union collabora da tempo con le amministrazioni e i principali enti territoriali con i quali lavora alla definizione di progetti condivisi per la salvaguardia del territorio e per la sensibilizzazione dell’opinione pubbliche sulle tematiche ambientali.

Union Gas e Luce conferma il suo impegno nella ricerca. La società di Aversa, specializzata nella vendita di gas metano ed energia elettrica, ha partecipato, rappresentata dal Direttore Carlo Volpe

Union Gas e Luce conferma il suo impegno nella ricerca. La società di Aversa, specializzata nella vendita di gas metano ed energia elettrica, ha partecipato, rappresentata dal Direttore Carlo Volpe, alla cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca”, iniziativa promossa dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che si è svolta, lo scorso 24 ottobre, al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Sono intervenuti il Presidente della Fondazione AIRC, Pier Giuseppe Torrani, il Presidente della Commissione consultiva per la Ricerca, Giorgio Trinchieri, Valentina Robino, Ambasciatrice dell’Airc e Roberto Speranza, Ministro della Salute.
Il Capo dello Stato ha consegnato il Premio AIRC “Credere nella Ricerca” a Loretta Goggi, sostenitrice della ricerca sul cancro, voce e volto della missione di AIRC e all’azienda Molini Bongiovanni per il sostegno alla ricerca scientifica. Premiata anche la Fondazione finanziando il percorso di formazione di una giovane ricercatrice vincitrice di una Borsa di Studio AIRC.
Il Premio “Beppe della Porta” è stato consegnato al Professore Claudio Tripodo dell’Università degli Studi di Palermo, per il contributo alla comprensione delle interazioni tra microambiente e cellule tumorali nelle neoplasie sia solide che ematologiche.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente della Repubblica.
Erano inoltre presenti la Vice Presidente del Senato della Repubblica, Paola Taverna, l’onorevole Gregorio Fontana, Questore in rappresentanza della Camera dei Deputati, il Direttore Generale della Fondazione AIRC, Niccolò Contucci e il Direttore Scientifico, Federico Caligaris Cappio, rappresentanti del mondo politico, della ricerca, dell’università e della comunicazione.

gas-radon-arriva-la-nuova-legge-ciccarelli-serve-piu-informazione

E’ conto alla rovescia in Campania per adeguarsi alle nuove disposizioni previste dalla Legge regionale 8 luglio 2019 n.13, “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”.

Pubblicata sul Bollettino Regionale della Campania n. 40 dello scorso 16 luglio, la legge assicura il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di matrice ambientale, configurate da concentrazioni di gas radon negli edifici residenziali e non residenziali.

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e insapore; tutte caratteristiche che non lo rendono percepibile dai nostri sensi e perciò difficile da individuare e da quantificarne la presenza.

Il radon si trova principalmente nei locali, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come cantine, scantinati, taverne, garage, perché il terreno è la fonte principale in cui questo gas abita, con possibilità tuttavia di arrivare ad irradiarsi anche negli ambienti dei piani più alti. Inspirato in quantitativi in eccesso e per periodi prolungati, può provocare seri danni alla salute.

Chi esercita attività aperte al pubblico dovrà provvedere, entro il prossimo 16 ottobre, ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgere su base annuale mediante due integrazioni semestrali.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.

“Siamo ancora in una fase di orientamento – precisa Toma Ciccarelli della Toda Ambiente, società di gestione, consulenza e trasporto di rifiuti presente su tutto il territorio regionale e nazionale – ed è molto probabile che, a causa anche della mancanza di un’adeguata informazione, ci sia una proroga per l’effettiva entrata a regime di queste disposizioni”.

“Il nostro auspicio –continua Ciccarelli – è che la gente sia informata e sensibilizzata adeguatamente su una legge che riguarda direttamente la nostra salute. Sui pericoli legati al radon c’è una conoscenza ancora molto approssimativa. E’ chiaro che come società impegnata ad anni sul fronte dell’ambiente saremo impegnati in prima linea per garantire la necessaria informazione in materia e per affiancare operativamente chi è chiamato ad adeguarsi alle nuove disposizioni”.

La Legge prescrive la misurazione di radon su tutto il territorio regionale non solo per tutti i luoghi accessibili al pubblico, ma anche per gli edifici strategici, tra cui quelli destinati all’istruzione.

Per gli edifici strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva.

Per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli sopra specificati, e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva.

Nel caso in cui il livello di concentrazione dovesse risultare superiore al limite fissato, il proprietario dell’immobile dovrà presentare al Comune interessato, entro e non oltre sessanta giorni, un piano di risanamento al quale siano allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per la realizzazione delle opere previste, con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere le cui previsioni non potranno superare un anno.

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L’autolettura dei contatori di gas e luce è fondamentale per mantenere un profilo di consumo rispondente alle reali abitudini domestiche.

I fornitori di gas come di energia elettrica non sono infatti spesso in grado di ottenere informazioni aggiornate sui consumi effettivi, emettendo così le loro bollette in base a quelli stimati.

Una prassi che spesso penalizza gli utenti, costretti a versare importi decisamente esorbitanti rispetto ai consumi reali. Se il calcolo della bolletta sulla base di consumi stimati si protrae infatti per un lungo periodo di tempo, la differenza con i consumi effettivamente realizzati può diventare molto consistente.

La stangata può così arrivare nel momento in cui la procedura viene interrotta dalla verifica del contatore da parte del fornitore e dal conseguente raffronto tra importi addebitati e importi realmente dovuti. Se risulta che al cliente siano stati addebitati importo maggiori del dovuto, egli riceverà un rimborso.

Ma se gli importi già pagati, invece, erano inferiori a quelli realmente dovuti, al cliente verrà recapitata la famigerata bolletta di conguaglio, con cui il fornitore richiederà la somma corrispondente alla differenza tra gli importi pagati in base ai consumi stimati, e quelli ancora dovuti, per i consumi realmente effettuati. E si parla di una bolletta decisamente salata, spesso di diverse centinaia di euro.

In verità le nuove tecnologie e i moderni contatori elettronici dovrebbero agevolare non poco la lettura dei contatori che oggi, per quanto riguarda l’energia elettrica, è possibile effettuare anche a distanza, via internet, secondo una modalità chiamata telelettura.

Questo solo in teoria, perché poi nella pratica sono ancora poche le aziende in grado di leggere i contatori a distanza. E allora per autotutelarsi meglio procedere con l’autolettura. In caso di vecchi contatori tradizionali, è sufficiente appuntarsi il numero mostrato nell’apposita finestra, limitandosi solo alle cifre che precedono la virgola.

Sui contatori elettronici di ultima generazione, invece, occorrerà premere più volte il tasto accanto al display, sino a visualizzare la dicitura lettura periodo corrente.

Per quanto riguarda il gas, in caso di contatore di vecchia generazione bisognerà dare un’occhiata ai numeri indicati in una stringa simile ad un contachilometri: le cifre da comunicare al fornitore sono quelle indicate sul display a fondo nero, prima della virgola.

In caso di contatore elettronico è necessario accendere il display premendo il pulsante di attivazione. Con lo stesso pulsante bisognerà poi scorrere il menu fino a visualizzare i consumi del gas: anche in questo caso le cifre da comunicare sono quelle che compaiono prima della virgola.

Aumenta la bolletta dell’energia elettrica per gli italiani anche se, con una crescita dell’8.8% negli ultimi otto anni, il nostro Paese è quello che ha registrato l’incremento più basso in Europa.

Dalla fotografia scattata dal Centro Studi Impresa Lavoro, che ha analizzato l’andamento nel Vecchio Continente dal 2010 al 2018 dei prezzi medi dell’energia energia elettrica per uso domestico, emerge che le famiglie italiane spendono annualmente in media 634 euro.

Il costo per kWh, si legge nel report, è passato da 0,1943 del 2010 a 0,2114 euro per kWh del 2018 per un consumo medio per famiglia, nell’anno scorso, di 3.000 kWh.

Dalla rielaborazione dei dati Eurostat emerge che l’aumento del costo della bolletta dell’energia elettrica è abbastanza generalizzato all’interno dell’UE. E, come detto, tra le Nazioni che hanno fatto registrare in otto anni un aumento, l’Italia è quella con la percentuale minore.

Gli aumenti più rilevanti si registrano in Lettonia (+45,1%), Belgio (+44,2%), Estonia (+40,1%) e Portogallo (+39,7%). Nel Regno Unito il costo della bolletta dell’energia elettrica è cresciuto del 38%, in Spagna del 35,8%, in Francia del 34,7%, e in Germania del 24,4%.

Sei Paesi in cui il costo dell’energia elettrica domestica è diminuito. Si tratta del Lussemburgo dove si è registrato un decremento del 3,2%, nei Paesi Bassi del 4%, in Slovacchia del 4,1%, in Lituania del 7,5%, a Malta del 21,5% e in Ungheria addirittura del 31,6%.

L’Italia, però, si conferma tra i Paesi europei dove l’energia costa di più. Solo in Danimarca, Germania, Belgio, Irlanda, Spagna e Portogallo è più cara di noi. Sul prezzo finale pesano non poco tasse e accise nel nostro Paese incidono per il 36,1. L’incidenza delle imposte è più elevata solo in Danimarca (66%), Portogallo (55,2%), Germania (54%), Slovacchia (40,9%) e Austria (37,2%).

In questo scenario, tra meno di un anno, calerà il sipario sul mercato tutelato e si aprirà la stagione della piena liberalizzazione. Dal primo luglio 2020 cesserà infatti la fornitura di energia con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’Autorità per l’energia e l’ambiente (Arera) per i clienti finali di piccole dimensioni (famiglie e imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.

I consumatori, con l’abolizione delle tariffe elettriche e del gas del servizio di maggior tutela, dovranno dunque effettuare il passaggio scegliendo tra le offerte disponibili quella più adatta alle loro esigenze.

energia-e-gas-verso-la-liberalizzazione-opportunita-per-gli-utenti

Elettricità e gas, si cambia: mercato tutelato addio, si va verso la totale liberalizzazione. E’ stata fissata al primo luglio 2020 la fine dei servizi di tutela per l’elettricità e il gas.

Da quella data, quindi, cesserà la fornitura di energia con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’Autorità per l’energia e l’ambiente (Arera) per i clienti finali di piccole dimensioni (famiglie e imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.

I consumatori, con l’abolizione delle tariffe elettriche e del gas del servizio di maggior tutela, dovranno dunque effettuare il passaggio scegliendo tra le offerte disponibili quella più adatta alle loro esigenze.

In pole position c’è Union Gas e Luce, azienda campana, con sede ad Aversa, diventata in pochi anni riferimento di settore per la qualità e l’affidabilità dei servizi.

La prossima tappa del 2020 completa di fatto un processo avviato dal decreto Bersani del 1999 che ha dato il là alla liberalizzazione del mercato. Il decreto, che recepiva le indicazioni della direttiva comunitaria del 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell’energia in Europa, ha portato ad una graduale liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica.

Dal luglio 2007 il mercato dell’energia in Italia è di fatto liberalizzato: ogni fornitore può decidere di entrare sul mercato in qualsiasi momento e gli utenti possono liberamente decidere a quale fornitore rivolgersi.

Dal 2020, con la chiusura del mercato tutelato, sarà completato definitivamente il passaggio al libero mercato, dove il prezzo si forma liberamente dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica e gas e si può così scegliere tra diverse alternative.

Un’opportunità già capitalizzata da Union che, grazie ad un’articolata e capillare rete di punti ascolto, riesce a garantire un servizio di consulenza sempre più personalizzato.

Spetta ora al ministero dello Sviluppo Economico chiarire come avverrà nel dettaglio la transizione verso il mercato libero e rafforzare gli strumenti di tutela. Sono circa 19 milioni i clienti ancora sotto tutela solo nell’elettrico a fronte dei quasi 37 milioni complessivi (di cui 29,4 milioni domestici).

Il Mise dovrà anche adottare il decreto che istituisce l’albo dei venditori di energia elettrica, in modo analogo a quanto già avviene per il gas, per disciplinare il mercato libero e fissare dei requisiti minimi per gli operatori.

occhiuzzi-milleculure-e-il-nostro-grazie-a-napoli

“Milleculure nasce come impegno per Napoli, una città dalla quale io, come tanti altri campioni dello sport, abbiamo ricevuto tantissimo. Qualche anno fa ho sentito forte il bisogno di fare qualcosa per Napoli e i napoletani, e così mi sono messo in gioco, coinvolgendo altri amici animati dallo stesso desiderio”.

Tutto inizia nel 2012. Di ritorno dalle Olimpiadi di Londra, dove aveva appena conquistato due medaglie, Diego Occhiuzzi inizia a pensare alla sua Napoli e al suo popolo. “Avevo ancora negli occhi la passione e il calore di quella gente e ho capito che, stavolta, toccava a me. Ho contattato un po’ di amici e siamo partiti”. Milleculure è il primo esempio in Italia di società sportiva che, prima ancora dei risultati, insegue e realizza il valore sociale dello sport.

Se la sente di fare un primo bilancio delle attività di “Milleculure”?

E’ un bilancio sicuramente esaltante. Lavoriamo da anni nel segno dello sport, cercando di diffondere valori e principi importanti che rappresentano una guida sicura per i nostri giovani. Per quattro anni, ad esempio, abbiamo organizzato il villaggio dello sport, un’esperienza straordinaria, molto coinvolgente. Con Milleculure lo sport è alla portata di tutti, è questo il nostro primo obiettivo.
Poi è nata la palestra di Soccavo.
Sì, una sfida straordinaria. Abbiamo puntato su un quartiere a rischio con l’obiettivo di garantire un riferimento sano soprattutto ai ragazzi più ai margini. Ma, sia chiaro, ci siamo anche per chi non ha nessun problema, che poi rappresenta la stragrande maggioranza di queste realtà. In quattro anni siamo diventati riferimento di tanti ragazzi. Chiediamo il pagamento di una retta minima mensile di 25-30 euro, ma solo per chi può permetterselo. Quest’anno il Comune ci ha indicato circa 200 persone con problemi di varia natura che, naturalmente, non pagano nulla.

Riuscite ad autofinanziarvi, a mantenervi da soli?

Sì, ora sì. All’inizio io e Patrizio (Oliva, ndr) ci abbiamo rimesso un po’ di soldi, ma è stato bellissimo vedere crescere il nostro progetto. Ora, grazie anche all’aiuto dei privati, come Union Gas e Luce, siamo autonomi. L’azienda di Aversa è un partner fondamentale, un riferimento importante per le nostre attività. La risposta entusiasta del territorio è sempre la cosa più importante, la spinta giusta per andare avanti.

Da campione dello sport sente il peso di dover essere un riferimento per tanti ragazzi a rischio?

Vogliamo essere un punto di rifermento, il nostro obiettivo è questo. Ma ci tengo anche a sottolineare che certe realtà, anche se alle prese con tanti problemi, sono vive. Ci sono giovani forti e sani che hanno prospettive importanti. Non sottolineiamo sempre e solo i lati negativi, iniziamo anche ad esaltare gli esempi positivi che ci sono in queste realtà. Ecco, se impariamo a tirare fuori il buono che c’è in tutti i contesti, allora sì che lo sport può fare la differenza e aiutare i ragazzi a crescere secondo validi principi. La strada è questa, ma serve l’aiuto di tutti. Noi, di Milleculure, ci siamo.

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In Italia la ricerca fa da sempre rima con Telethon. Dal 1990 la Fondazione ha investito più di 450 milioni di euro in ricerca. Tra gli investimenti più significativi ci sono due istituti di ricerca dedicati allo studio delle malattie genetiche rare: il primo, fondato nel 1994, è l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) che, dal 2014, ha sede a Pozzuoli, nell’ex “area Olivetti”.

Il secondo è l’Istituto San Raffaele – Telethon per la Terapia Genetica SR-Tiget, fondato a Milano nel 1995. Il Tigem studia i meccanismi alla base delle malattie genetiche, per poi sviluppare strategie preventive e terapeutica, concentrandosi su tre programmi strategici: biologia cellulare delle malattie genetiche, medicina genomica e terapia molecolare. All’interno del Tigem lavorano 15 gruppi di ricerca per circa 220 ricercatori. Il direttore è Andrea Ballabio, laureato in Medicina e chirurgia all’Università Federico II e specializzato in Pediatria. Ballabio è professore ordinario di Genetica medica presso il dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università “Federico II” di Napoli e visiting professor al Baylor College of Medicine di Houston e all’Università di Oxford. Si occupa da sempre di studiare i meccanismi alla base delle malattie genetiche.

Professore, lei è alla guida del centro Tigem dal 1994, dopo aver maturato prestigiose esperienze in ambito internazionale. E’ davvero così difficile fare ricerca in Italia, e al Sud in particolare?

Fare ricerca, in generale, è un lavoro molto difficile. È un lavoro che richiede un grande entusiasmo, ricco di grandi soddisfazioni, ma in cui non mancano le frustrazioni. Farlo in Italia, soprattutto al Sud, è sicuramente più complesso rispetto ad altri posti del mondo anche se, per fortuna, negli ultimi anni, le cose stanno decisamente migliorando. Devo dire che il vantaggio di avere un istituto di ricerca di eccellenza al Sud è che attira tanti giovani ricchi di entusiasmo e di talento che sono in cerca di strutture come la nostra. Al Tigem lavorano circa duecento scienziati, provenienti da tutto il mondo. Siamo una realtà estremamente competitiva, conosciuta in tutta la comunità scientifica e capace di attirare le menti migliori dall’Italia e da molti altri paesi. Essere riuscito a creare un Istituto come il Tigem, che è al livello dei migliori centri di ricerca internazionali, in un territorio difficile come il Sud Italia, mi rende estremamente orgoglioso.

 

Come è cambiato, nel bene e nel male, l’approccio (sia pubblico che privato) verso la ricerca in questi 25 anni?

L’approccio delle persone e delle Istituzioni nel corso di questi anni nei confronti della ricerca è cambiato in maniera radicale. La maggiore possibilità di diffondere le informazioni, in maniera sempre più rapida, quasi istantanea, ci permette di comunicare sia alla comunità scientifica che al grande pubblico le nostre scoperte durante tutto l’anno, e non solo durante la settimana della maratona televisiva, come accadeva anni fa. Il contatto è molto più diretto, e molto più frequente. Ovviamente, questa maggiore esposizione ha anche dei rischi, ma la consapevolezza di fare ricerca nel migliore dei modi possibili, in modo trasparente e seguendo standard internazionali e rigorosi, ci ha consentito di guadagnarci il rispetto anche dei più scettici. Anche le istituzioni hanno posto maggiore attenzione alla ricerca, garantendo risorse grazie a bandi regionali, nazionali e comunitari che ci hanno permesso di sviluppare molti progetti che hanno avuto una notevole ricaduta sul territorio campano.

 

Cosa e quali sono le malattie senza diagnosi? Quali obiettivi si prefigge il progetto nato presso il centro di Pozzuoli?

Le malattie genetiche senza diagnosi sono malattie estremamente complesse e gravi, che affliggono centinaia di bambini in tutta Italia, la cui causa non è stata identificata. Sono malattie così complesse da non poter essere diagnosticate con i test classici, o perché si presentano con caratteristiche cliniche molto particolari, talvolta mai descritte nella letteratura scientifica, o anche perché i test effettuati hanno dato tutti un risultato negativo. L’obiettivo del progetto Telethon Malattie Senza Diagnosi è quello di permettere a questi bambini di accedere ad analisi genetiche di nuova generazione, che analizzino tutto il loro genoma in maniera globale fino a scovare l’unico errore che può essere la causa dei loro sintomi. Fino ad oggi, abbiamo analizzato oltre seicento casi, grazie alla collaborazione di 14 centri di genetica pediatrica che operano in tutta Italia. In quasi il 50% dei casi, siamo stati in grado di identificare il difetto genetico che è alla base della malattia. Si tratta di un risultato molto importante, se paragonato a progetti analoghi realizzati in altri Paesi, in cui il tasso di diagnosi è intorno al 35-40%. Trovare una diagnosi non significa trovare una cura, ma rappresenta il punto di partenza per poter iniziare a studiare quella malattia con lo scopo ultimo di comprenderne i meccanismi e, dunque, sviluppare una terapia.

Questo progetto è stato adottato anche dalla società Union Gas e Luce di Aversa: una sua valutazione su questa sinergia e sul ruolo che può e deve avere il privato nelle attività di ricerca scientifica.

Il supporto delle aziende private è per noi molto importante. Grazie alle donazioni che riceviamo dalle varie realtà presenti sul territorio, tra cui Union Gas e Luce di Aversa, possiamo portare avanti i nostri studi, tenere alti i nostri standard e dare a giovani ricercatori la possibilità di lavorare in un ambiente estremamente stimolante per portare avanti i loro progetti di ricerca.